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Il revisore dei conti opera nel collegio di revisione dei conti, un organo creato con l’obiettivo di verificare, analizzare e valutare le transazioni e la situazione economica di una società, di un’azienda o di istituzioni sia pubbliche che private.
Tale operazione di controllo è condotta “a posteriori”, nel senso che non inficia sulle attività correnti dell’azienda. In effetti, tutte le aziende quotate in borsa, le SIM (società di intermediazione mobiliare) e le grandi cooperative, hanno l’obbligo di avere bilanci certificati. E’ possibile distinguere tra revisori dei conti interni al collegio sindacale della società, e auditor esterni, che hanno comunque competenze legali, ma fanno capo a società di revisione esterne.
Il revisore dei conti deve innanzitutto stabilire attraverso un rapporto dettagliato, se i conti annuali dell’azienda rientrano, se sono stati effettuati tutti i calcoli del caso e se questi rispondono ai criteri di legge. In particolare, i revisori interni, eletti da un’assemblea generale, hanno il compito di sincerarsi della correttezza dei bilanci aziendali, e di sottoporre l’approfondita relazione all’assemblea generale dei soci, che approveranno o al contrario, rifiuteranno, le risoluzioni del revisore dei conti.

Nel momento in cui il revisore, in fase di controllo, si renda conto di eventuali anomalie, è invitato ad informare la direzione generale prima di depositare ufficialmente il suo rapporto di revisione, per dare all’azienda la possibilità di rimediare e correggere i propri errori di bilancio. 
Le società di revisione esterne  in grado di assegnare delle “certificazioni legali” alle aziende, sono quelle registrate alla Consob, e sono per gran parte controllate da grandi multinazionali quali Ernst & Young, Price Waterhouse, Coopers & Lybrand, e poche altre.

Principalmente per quel che riguarda le istituzioni o le società pubbliche, esse sono obbligate ad avere un revisore dei conti esterno che non abbia alcun legame o interesse con l’azienda e l’attività per la quale si appresta ad effettuare regolare controllo. Cio’ al fine di evitare conflitti di interesse che danneggerebbero tutti gli altri stakeholders dell’azienda, o, in caso di istituzioni publiche, i cittadini stessi. 

Il decreto legislativo N.88 del 27 Gennaio 1992 afferma che possono iscriversi al Registro dei Revisori Legali, con diritto di esercitare la professione di revisore contabile, tutti coloro i quali abbiano compiuto tre anni di praticantato presso un revisore contabile avente funzione di controllo di bilancio di esercizio. La professione è normalmente aperta a laureati in materie economico-aziendali o giuridiche, ma anche ad impiegati dello Stato che abbiano prestato un servizio di tre anni minimo in attività di controllo legale dei conti.

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