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par-condicio-creditorum

La par condicio creditorum è una locuzione latina che indica il principio giuridico del diritto civile e di quello fallimentare secondo il quale i creditori hanno lo stesso diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore, ad eccezione che per legittime cause di prelazione.
Perché vi sia la certezza di una parità di trattamento, dal momento in cui viene dichiarato il fallimento, è vietata alcuna azione individuale o esecutiva sui beni del debitore, secondo il principio indicato nel codice civile all’art 2741, che dice: "i creditori hanno eguale diritto di essere soddisfatti sui beni del debitore, salve le cause legittime di prelazione. Sono cause legittime di prelazione i privilegi, il pegno e le ipoteche".
Nelle decisioni relative alla soddisfazione dei diritti dei creditori, si tiene conto anche dei debiti preesistenti, la cui scadenza non sia ancora giunta: essi si considereranno scaduti alla data di dichiarazione del fallimento.
L’articolo 2741, dunque, evidenzia due tipologie di creditori:

- i creditori titolari di diritto di prelazione, che saranno soddisfatti prima di tutti gli altri creditori e per la somma integrale del credito vantato;

- i creditori chiirografari, che invece oltre ad essere soddisfatti successivamente ai primi, non godono neppure del diritto di ricevere la somma per intero.

La riforma del diritto fallimentare ha effettivamente rinnovato il principio della par condicio creditorum. La modifica più evidente è stata nella possibilità di suddividere i creditori in classi omogenee, e all’interno delle stesse classi applicare il concetto di par condicio creditorum. I creditori di questa stessa classe, però, possono approvare anche un trattamento differente.
I crediti dovuti al curatore, invece, sono trattati diversamente. Il curatore fallimentare è colui il quale si occupa della gestione del patrimonio fallimentare, dunque il calcolo e l’elargizione dei crediti a lui destinati va fatto in fase preliminare.
Nella procedura esecutiva singolare il principio della par condicio è un’eventualità, cioè soltanto se si instaura un concorso tra creditori, è possibile applicarlo. Nella procedura esecutiva fallimentare, invece, la par condicio creditorum è sempre necessaria e dovrà essere applicata da un curatore fallimentare, nominato apposta per gestire tutte le questioni relative alla soddifazione dei creditori e alla gestione del patrimoio fallimentare.
La legge consente altresì di compensare i debiti dei creditori nei confronti del fallito, sottraendoli ai crediti vantati sullo stesso. L’effetto di tale compensazione è a tutti gli effetti una garanzia del credito.

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